Trattamento acque reflue

All’interno del catalogo vengono illustrate soluzioni tecnologiche per il trattamento delle acque reflue provenienti da insediamenti civili o produttivi, per lo stoccaggio e l’impiego dell’acqua e delle acque meteoriche. Solo come indicazione generica si prendono in  considerazione tematiche riguardanti piccole comunità ossia territori e insediamenti in agglomerati urbani che normalmente non  superano i 5000 abitanti. Considerata l’importanza e l’esigenza di garantire un efficace trattamento delle acque reflue e una corretta gestione delle acque meteoriche in insediamenti isolati si intende sollecitare e indicare le soluzioni tecnologiche ed impiantistiche di impiego immediato.
PPE mette a disposizione una completa gamma di prodotti e di soluzioni impiantistiche che da tempo risulta valido aiuto nell’affrontare il tema in ambito di tutela delle acque dall’inquinamento.
Questo strumento potrà inoltre favorire la sensibilità dei suoi lettori richiamando altresì la convenienza nell’applicazione delle migliori tecnologie disponibili, incentivando la riduzione delle emissioni inquinanti, grazie all’impiego di metodi semplici, economici e bisognosi di limitati interventi manutentivi. I regolamenti sempre più restrittivi introdotti dalle autorità con riferimento alla qualità degli effluenti finali e la presenza di un numero ancora elevato di scarichi non collettati e non trattati impongono l’adozione di risposte adeguate.
Tenendo conto della maggiore sensibilità ambientale collettiva maturata, la disponibilità di impianti di depurazione economici ed ecocompatibili anche a servizio delle piccole comunità, il catalogo si pone l’obiettivo di diventare utile strumento………

Trattamento Primario

Fosse biologiche, degrassatori, fosse settiche.

Anche l’articolo 74 del D. Leg. 152/2006, riporta al trattamento primario delle acque reflue; esso comprende le fasi del processo depurativo che comportano la sedimentazione dei solidi sospesi mediante processi fisici e/o chimico-fisici e/o altri, a seguito dei quali prima dello scarico, il BOD5 delle acque in trattamento sia ridotto almeno del 20% ed i solidi sospesi totali almeno del 50%. Operativamente si intende per trattamento primario il complesso delle fasi depurative in grado di garantire l’eliminazione dalle acque reflue di tutti quegli inquinanti che possono essere allontanati con semplici processi di tipo fisico come ad esempio la sedimentazione primaria e in genere la separazione. I trattamenti di separazione rimuovono sostanze presenti nelle acque reflue quali grassi, oli, o solidi grossolani, che potrebbero gravare negativamente sulle fasi successive del trattamento depurativo. Il trattamento di sedimentazione primaria permette la separazione di solidi anche di natura organica, contenuti nel liquame, riducendo il carico di BOD influente almeno del 20%, in definitiva cosÌ rende più agevole il processo di depurazione biologica (trattamento secondario)…….

“ La prima fossa biologica in materiale plastico è stata costruita e brevettata dalla PPE negli anni 80″

Trattamento Secondario

Filtri percolatori, filtri percolatori aerobici, impianti a fanghi attivi.

Come riportato all’articolo 74 del D. Leg. 152/2006 si definisce trattamento secondario il trattamento delle acque reflue mediante un processo che  comporta il trattamento biologico con decantazione secondaria, o mediante altro processo in cui vengano rispettati i requisiti di cui alla tabella 1
dell’Allegato 5 alla parte terza del medesimo Decreto. Parliamo quindi di uno stadio di trattamento delle acque reflue, messo a disposizione a valle di un trattamento primario, ed adatto al raggiungimento degli standard qualitativi più restrittivi richiesti dalla legislazione vigente. I rendimenti attesi di rimozione delle sostanze inquinanti su reflui di origine domestica o assimilabile sottoposti a trattamento secondario sono tali da consentirne il recapito in acque superficiali e in alcuni casi, previo eventuale affinamento, sul suolo. Il trattamento secondario delle acque reflue comporta quindi sempre una fase di depurazione di tipo biologico che si ottiene favorendo la crescita, in particolari reattori, della biomassa batterica incaricata della rimozione della sostanza organica disciolta. Le diverse tipologie di trattamento si distinguono sostanzialmente per le modalità di crescita delle colonie batteriche; si parla perciò di sistemi a biomassa sospesa e processi a biomassa adesa…….

Impianti di Biofiltrazione

Da anni sono diffuse sul territorio stazioni di autolavaggio molte delle quali non presidiate. Negli autolavaggi vengono utilizzati prodotti specifici per la pulizia delle superfici dei veicoli; le acque derivanti da tali servizi non possono essere recapitate direttamente in pubblica fognatura o in altro corpo ricettore senza uno specifico trattamento per la rimozione degli inquinanti separabili o disciolti.
I liquami devono per questo essere trattati adeguatamente; si è per ciò sviluppato un sistema biologico (reattore di biofiltrazione) mediante il quale è possibile ottenere elevati standard qualitativi dell’effluente.
I reflui provenienti dai trattamenti primari/pre trattamenti di degrassatura e separazione degli inerti e disoleazione, raggiungono il trattamento biologico secondario del tipo MBBR (Moving Bed Biofilm Reactor) Nel reattore biologico colonie di batteri aerobi, detti biomassa adesa, agiscono sulle sostanze organiche presenti nelle acque di autolavaggio fissando sui corpi di riempimento/bio carrier una pellicola di fango che provvede al loro degrado. Il processo biologico di ossidazione consiste in sintesi nel mettere a contatto i liquami provenienti dalla attività di lavaggio e le colonie di batteri riunite nella biomassa adesa con una quantità proporzionata di ossigeno trasmessa all’interno del reattore da una soffiante d’aria. Sul letto batterico composto nel biofilm adeso ai corpi di riempimento si sviluppano velocemente le condizioni che regolano il fenomeno naturale della depurazione biologica.

Impianti di Fitodepurazione

La fitodepurazione viene impiegata per riprodurre artificialmente i naturali processi depurativi presenti negli ambienti umidi. L’attività depurativa è determinata da un’azione combinata tra substrato, piante, refluo e microrganismi presenti.
Si tratta di un sistema naturale di trattamento delle acque di scarico domestiche composto da uno o più bacini impermeabili colmati con materiale drenante arido e vegetato da piante acquatiche e idrofile.

All’uscita dai bacini impermeabili, alla fine quindi del percorso dei reflui all’interno di questi, si avrà esclusivamente acqua depurata.
Il processo di depurazione è del tutto ecologico, non prevede l’impiego di coadiuvanti e tanto meno un allaccio alla rete elettrica. I liquami pre trattati con fossa biologica Imhoff e separatore di grassi ed inerti, scorrono nel letto di ghiaia e piante acquatiche consentendo l’interazione di microrganismi che, attraverso reazioni biochimiche, eliminano le sostanze inquinanti .
L’azione delle piante è fondamentale perché è proprio nelle loro radici che si sviluppano i microrganismi utili all’intero sistema; essi, assorbendo l’ossigeno prodotto dalle specie vegetali, innescano i processi chimici necessari al trattamento.
Le specie vegetali utilizzate nei sistemi di depurazione naturale vivono normalmente nelle zone umide (piante acquatiche e idrofile), adattate a crescere in suoli saturi d’acqua. Le piante costituiscono il primo anello di tutte le catene biologiche dell’ambiente subaereo, grazie alla clorofilla che permette loro di trasformare l’energia solare in energia chimica, utilizzabile dagli esseri viventi.
Nei sistemi di fitodepurazione il substrato, le caratteristiche chimiche delle acque reflue e le condizioni ambientali rappresentano elementi fondamentali.
Le piante utilizzate nei sistemi di fitodepurazione possiedono la capacità di catturare ossigeno attraverso l’apparato fogliare e di condurlo, lungo il fusto, fino alle radici, naturale habitat di utili micro organismi .
Tra le funzioni svolte dalla vegetazione troviamo la riduzione del volume del refluo scaricato attraverso l’assorbimento radicale e la traspirazione fogliare.

Possiamo dire che sono due i sistemi di fitodepurazione normalmente impiegati:
FITODEPURAZIONE A FLUSSO SUB-SUPERFICIALE ORIZZONTALE
La fitodepurazione con sistema a flusso orizzontale è composta da una o più vasche impermeabili e il refluo rimane al di sotto della superficie del substrato; in questo tipo di impianto il substrato non è composto da terriccio ma da ghiaia.
In questo tipo di impianto si utilizzano solo piante macrofite emergenti che, con le radici, andranno a insediarsi tra il substrato, creando zone di depurazione aerobica, intervallate a zone di depurazione anaerobica.
FITODEPURAZIONE A FLUSSO SUB-SUPERFICIALE VERTICALE
Il sistema a flusso sub-superficiale verticale prevede sempre la costruzione di una o più vasche impermeabili e l’utilizzo di ghiaia e sabbia come substrato, ma il refluo viene fatto percolare verticalmente all’interno del sistema in modo intermittente; questa tipologia ha il vantaggio di facilitare la diffusione dell’ossigeno all’interno del substrato. A ogni riempimento infatti, il substrato intrappola l’aria anche in profondità, formando colonie di batteri aerobici anche nella parte piu profonda e poco colonizzata dalle radici.
Per permettere il reintegro del refluo in modo intermittente, è necessaria una pompa sommersa o un sistema a sifoni.

Separatori di oli

I sistemi, necessari a separare inerti, oli e liquidi leggeri vengono impiegati principalmente nel caso di fognature provenienti da attività artigianali o industriali o nei casi in cui, a monte dei trattamenti secondari o chimico fisici, ne venga riconosciuta l’utilità. Si installano questi dispositivi per ottenere…….

Sistemi di trattamento

Nel corso degli anni l’attività dei tecnici che si occupano di pianificazione urbana si è concentrata sullo sviluppo e sull’adozione di efficienti sistemi di gestione delle acque meteoriche. Le sostanze inquinanti trasportate dalle acque di origine meteorica è estremamente variabile, dipendendo da una serie di valori………

Stazioni di sollevamento

Ogni impianto per il trattamento delle acque reflue, trattamento primario o trattamento secondario, viene progettato e realizzato la dove ciascun tecnico specializzato ritiene possa esservi un alloggio adeguato. In alcuni casi la sede di un impianto di depurazione non può essere raggiunta dai reflui per gravità. Per questo……..

Complemento trattamenti

Ogni impianto o sistema per il trattamento delle acque reflue viene collocato dal progettista in un contesto già attivo o di nuova realizzazione. Ogni progetto quindi, pur adottando soluzioni standardizzate, ha il dovere di considerare tutte le situazioni particolari e uniche di attività umane ed imprenditoriali esercitate in contesti industriali, commerciali, artigianali o abitativi. La possibilità di “personalizzare” ogni progetto passa anche………

PRODOTTI

TRATTAMENTO ACQUE REFLUE

All’interno del catalogo vengono illustrate soluzioni tecnologiche per il trattamento delle acque reflue provenienti da insediamenti civili o produttivi, per lo stoccaggio e l’impiego dell’acqua e delle acque meteoriche. Solo come indicazione generica si prendono in considerazione tematiche riguardanti piccole comunità ossia territori e insediamenti in agglomerati urbani che normalmente non superano i 5000 abitanti.

SICUREZZA

La gamma comprende bacini di sicurezza e contenitori per materiali pericolosi, alcuni realizzati in polietilene lineare con la tecnica del roto-stampaggio, altri in acciaio e alcuni prodotti che uniscono le due tecnologie, studiati appositamente per la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del terreno da sostanze inquinanti e pericolose prodotte quotidianamente.

CANTIERISTICA

Il cantiere edile, per restituire le soddisfazioni attese e soprattutto per garantire la sicurezza, deve essere ben organizzato. Un cantiere ben gestito ed organizzato si serve di sistemi e dispositivi chepossano, economicamente, velocemente e senza appesantire le normali operazioni.

INDUSTRIA

Contenitori adatti allo stoccaggio di prodotti acidi e alcalini, impiegati nel settore industria di varie forme e dimensioni, costruiti in polietilene lineare con sistema rotazionale.

IMPIEGO ACQUE METEORICHE

Si parla spesso di tutela delle acque o di sprechi, oppure di recupero delle risorse e dell’impiego di fonti rinnovabili. Uno dei modi che abbiamo, il più semplice e forse quello alla portata di molti se non di tutti, per tutelare l’ambiente e ridurre gli sprechi consiste nel trattare bene l’acqua; daremmo un notevole contributo.

ACQUA POTABILE

Il particolare e specifico design dei contenitori compatti autoportanti proposti ne consente la collocazione su diverse superfici piane basi di appoggio piane senza particolari accortezze, anzi esiste un manufatto giusto per ciascuna esigenza standardizzata o speciale.

INTERRO

Si tratta di contenitori cilindrici verticali interrabili, definibili esclusi-vamente per utilizzi da interro, provvisti di nervature verticali e incrociate/inclinate o orizzontali, realizzate per aumentare la resistenza alle sollecita-zioni generate dal terreno di rinfianco circostante.

VARIE

ENOLOGIA/AGRICULTURA
Gamma di prodotti concepiti per essere impiegati come attrezzature in ausilio al settore agricolo, zootecnico ed enologico con un occhio di riguardo alla sostenibilità.

ARREDO ESTERNO
Poltrone, tavoli e lettini per uso esterno creati in polietilene con metodo rotazionale, di lunga durata e resistenti agli agenti atmosferici.